La domanda delle domande

11 Ottobre 2020 0 Di EH(?)

NON SAREBBE MEGLIO PERSEGUIRE LA VERITÀ E LA GIUSTIZIA?”

Se lo chiede la prof.ssa Lucetta Scaraffia, già direttrice del mensile “Donne, Chiesa, Mondo” (L’Osservatore Romano) a conclusione dell’articolo firmato oggi per il “Quotidiano Nazionale”, muovendo da un’osservazione sui “troppi scandali”, di natura sessuale e finanziaria, che da tempo ormai «stanno scuotendo le gerarchie ecclesiastiche di tutto il mondo». Scandali che – sottolinea – “disorientano” i cattolici, sollecitati alla “fraternità” anche dall’ ultima Enciclica “Fratelli tutti”.

Me lo sono chiesto anch’io – e non soltanto io – e da ben quattro anni circa, come dimostrano gli innumerevoli interventi anche dalle pagine del presente Diario e del sito: https://www.eugeniohasler.info/chi-e/.

I «cattolici – rileva la Scaraffia – si domandano come mai questa fraternità sia così carente all’interno dell’istituzione di cui fanno parte.

Carente al punto da pensare che non siano solo poche mele marce od occasionali peccatori a infrangerla, ma che vi sia un sistema disciplinare e giuridico poco chiaro. Un sistema che permette di coprire facilmente le malefatte, ma anche di dichiarare colpevoli persone non ancora sottoposte al vaglio di un regolare processo, dove la difesa possa avere voce. Il tutto in nome della trasparenza, così alla moda. Ma non sarebbe meglio perseguire la verità e la giustizia?»

Non mi resta che richiamare un dettaglio non di poco conto: il permesso [o l’autorizzazione (?)] – concesso agli organi di informazione di una dichiarazione di “colpevolezza” riferita ad un soggetto sul cui conto mai è stato avviato un regolare processo o un procedimento disciplinare, nonostante sia stato sollecitato dall’ interessato.

Insistenza… petulante? Di sicuro caduta in una colpevole indifferenza.

Qui l’articolo che mi ha offerto l’occasione per ritornare sul “fatto”:

https://ilsismografo.blogspot.com/2020/10/vaticano-troppi-scandali-il-cattolico-e.html

10 ottobre 2020

Maria Michela Petti