New entry nella cerchia dei “misericordiati”: il card. Burke

14 Dicembre 2023 0 Di EH(?)

A queste pagine affido la notizia, balzata alla ribalta negli ultimi giorni del novembre scorso, che ha fatto puntare i riflettori sul cardinale statunitense Raymond Leo Burke, perché sullo sfondo presenta qualche tratto comune al “fatt(acci)o” di annoso e gravoso interesse familiare, insabbiato nel disinteresse generale.

Un altro “unicum” nel capitolo del pontificato in atto che intreccia storie di vite, variamente distinte nella loro unicità, con quel filo rosso che ne segna la com-unione nella profusione di una “misericordia” entrata nella leggenda. Peculiarità che, unita alla statura di rilievo dei nostri “compagni per caso” – nota ai più nel consesso ecclesiale – restituisce un respiro di sollievo alla nostra condizione irrilevante e un rinforzo positivo al coraggio nel reggere una prova al di sopra delle nostre misere risorse umane.

Non aggiungerò alcun commento, in assoluto insignificante, alla notizia oggetto di approfondimenti e analisi, esposti con obiettività da opinionisti qualificati e moderati, cui hanno fatto da contraltare esegesi, scontate e gratuite, con evidente intento giustificativo della sentenza di colpevolezza del card. Burke, sanzionato dal papa con la privazione della pensione e lo sfratto dall’appartamento di proprietà della Santa Sede, fin qui nella sua disponibilità come per altri curiali in servizio e in quiescenza.

Tantissimi gli articoli su questo “caso”, rimbalzato con il prevedibile clamore da un capo all’altro del mondo, che ho letto con particolare attenzione, traendone significativi riscontri alle mie considerazioni.

Imparziale l’esame della vicenda illustrata dalla Redazione de “Il Sismografo” nell’articolo del 30 novembre 2023, sotto il titolo emblematico “Francesco: il Papa immobiliarista”. Esplicativo non solo dell’inusuale misura punitiva comminata al cardinale riguardo all’ alloggio, ma anche della pratica consolidata dei “due pesi e due misure”, esercitata non solamente nell’irrituale ruolo di “agente immobiliare”, già in precedenza svolto in alcuni casi ben circostanziati nel pezzo al primo link di seguito segnalato.

In barba alla sapienza salomonica: «Doppio peso e doppia misura
sono due cose in abominio al Signore». (Pr 20:10)

Analizzando il rapporto contrapposto, mai sanato, fra il pontefice e il cardinale canonista (che, tra l’altro fu Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, prima dell’era bergogliana) – anche per tratti caratteriali del papa, tratteggiati per sommi capi – nell’articolo si pone un interrogativo di rilevanza cruciale.
«Le parti – Papa e porporato – hanno la minima consapevolezza del momento delicatissimo della Chiesa nel mondo? È queste condotte sono un modo di evangelizzare, di spandere il bene, di testimoniare la misericordia e la correzione fraterna?»

Nella Postilla, pubblicata nella stessa data, si focalizza un altro dato di spicco che – anziché favorire una soluzione quanto più possibile ottimale di quest’ennesima controversia – ha finito con l’appesantirla. Per aver riproposto la problematicità del mutato schema comunicativo introdotto da Bergoglio che, scavalcando gli addetti ufficiali della Santa Sede, gestisce in proprio anche la comunicazione attraverso canali e informatori di sua preferenza.

Nel “caso Burke” il sistema è andato in cortocircuito nel momento in cui è trapelata la notizia. Non si sa ad opera di chi e perché. Anche se… non è difficile il salto alle supposizioni.
La decisione, adottata a carico del cardinale, era stata comunicata dal papa ai capi dei dicasteri della Curia, durante la riunione del 20 novembre. Notizia propagatasi sugli organi di stampa internazionali (interessati alla materia) in men che non si dica, con l’effetto pirotecnico mediatico, non insolito per i “casi” scatenanti il sensazionalismo.

Sul momento, con il “cui prodest?”, mi ritrovai a riflettere sulla quasi nulla difficoltà ad individuare (sempre che lo si voglia! almeno per questo fatto) la responsabilità della fuoriuscita dell’informazione, dato il ristretto numero dei presenti all’incontro.
A meno che non si intenda addebitarla, come di consueto, al capro espiatorio di comodo: il “chiacchiericcio”.

Da allora nessun comunicato in merito alla sanzione comminata al card. Burke è stato emesso dalla vasta compagine vaticana addetta al servizio della comunicazione.
Il direttore de “Il Sismografo” non mancò di esternare il proprio disappunto per la disinvolta parte interpretata da un facente funzione di portavoce, per l’occasione, con la citata Postilla (al secondo link di seguito). In essa, con un tocco di ironia, delinea l’articolato intervento del biografo preferito del papa, Austen Ivereigh, autorizzato dal pontefice nel corso di un colloquio – immediatamente successivo alla pubblicazione sensazionale – a confermare la veridicità della decisione in oggetto, smentendo di aver definito suo “nemico” il cardinale, come riferito invece dalla fonte anonima, ma ritenuta attendibile da chi aveva ricevuto la sua confidenza.

«La cancellazione della pensione del porporato – ribadisce Luis Badilla in questo suo secondo scritto del 30 novembre scorso – sarebbe una gravissima violazione dei diritti umani del cardinale nonché un’imitazione insopportabile del modo di agire dei dittatori latinoamericani…»
E, stigmatizzando l’irrompere sulla scena di questo «inatteso nuovo portavoce che fa tutte le precisazioni sul caso. Smentisce, corregge, interpreta a nome del Santo Padre», coglie il disagio inespresso della gran parte del «l’opinione pubblica, il Popolo di Dio, [che] deve fare un atto di fede e credere a quanto dice questa persona».

Per concludere, dopo la netta disapprovazione dello sviluppo di questa vicenda, con una sconsolante previsione.
«Questo episodio tra Papa Bergoglio e il cardinale Burke non solo è terribilmente triste. È tremendamente preoccupante. Potrebbe condurre nel peggiore degli abissi che minaccia la Chiesa di Cristo: essere una comunità e una istituzione senza legge».

https://ilsismografo.blogspot.com/2023/11/vaticano-francesco-il-papa.html
https://ilsismografo.blogspot.com/2023/11/vaticano-la-postilla-della-giornata-un.html

P.S. Fiocca lo “sfratto misericordioso” di tendenza. In questi ultimissimi giorni, il dispositivo trendy è stato notificato a mons. José Luis Azcona Hermoso (83 anni), 36 dei quali vissuti nello Stato brasiliano di Pará e per quasi 30 vescovo, residente nella prelatura territoriale di Marajó, dalla cui struttura è stato invitato a sloggiare tramite il Nunzio apostolo.
“Consiglio” (si fa per dire) di analogo tenore a lasciare il luogo dove hanno esercitato il mandato episcopale è pervenuto anche ad altri vescovi, dimessi e/o dimissionari anche prima del raggiungimento dell’età pensionabile.
Ma questo è un altro filone di una storia che di sicuro sarà passata ai raggi X dagli storici, a tempo debito. Quando la polvere delle suggestioni – soprattutto – sarà stata spazzata via dal vento che “soffia dove vuole”.

Maria Michela Petti
13 dicembre 2023